
La vignetta del quotidiano cubano Juventud Rebelde che accusa i giudici e gli arbitri alle testé terminate Olimpiadi di Pechino di prevenzione contro gli atleti cubani...
Caro Signor Fidel Castro
questa volta, almeno in parte, è difficile concordare con lei.
Il suo discorso di commento ai Giochi Olimpici di Pechino poteva anche avere un senso e ricevere parecchi consensi.
Forse li ha anche ricevuti. Forse.
D’accordo sulla corruzione del CIO, d’accordo sulla tendenza dei giudici a favorire certi paesi influenti.
D’accordo anche nel criticare aspramente l’esasperato professionismo che sta ammazzando lo sport universale.
Poi però quelle parole di “solidarietà” vero quel povero e triste essere umano che nella disciplina del Taekwondo ha dato un calcio in faccia all’arbitro…”solidarietà” estesa anche al suo allenatore…
Ricordiamo di lei, Signor Castro, gli infiniti discorsi che ha tenuto in ogni dove sulla sua isola e nelle sue piazze più importanti in cui magnificava e tesseva le lodi della “Pelota Amateur” cioè del Baseball Dilettantistico reso famoso in tutto il mondo dal modello cubano dove l’amore per la propria casacca, per la missione verso il proprio popolo e per il rispetto alla propria bandiera sono riusciti a creare quel miracolo sportivo che è il baseball cubano stesso.
Nella sua nazionale di baseball, ma anche negli altri sport, gli atleti cubani si sono sempre dimostrati rispettosi delle regole in primis, sempre pronti a lottare “por Cuba y por su gente” divenendo un esempio di stile, atleti amati e rispettati da chiunque ami veramente lo sport.
Ora però lei adesso intende mostrare “solidarietà” a due poveretti che non accettando il verdetto arbitrale hanno pensato di farsi giustizia sportiva da soli. Per di più rendendosi colpevoli agli occhi di milioni di telespettatori.
Non ci sono appelli o scusanti per gesti del genere. Bisogna provare vergogna e chiedere umilmente scusa per cosa si è combinato.
Vogliamo sperare che quelle parole di “solidarietà” le siano uscite dalla bocca per errore.
D’altronde anche lei è un essere umano.
Ma per favore non si faccia più scappare di bocca certe parole perché sennò col passare del tempo, caro Signor Fidel Castro, rischia davvero di essere più un Lider Minimo che un Lider Maximo.